Che cos'è la diversità?

La diversità è quando cinque amici si ritrovano dopo cena e dicono: <<Cosa facciamo stasera?>> Uno dice: <<Andiamo al cinema>>; il secondo: <<Andiamo al bar>>; il terzo: <<Andiamo in discoteca >>; il quarto: <<Andiamo a fare un giro in centro>>; il quinto: <<Andiamo a dormire, che domani mi interroga in latino>>.
In questo caso non succede come al solito, come direbbe Skify, che decide la maggioranza, cioè uno di cinque; ma che i cinque amici si mettono d'accordo cordialmente e decidono insieme cosa fare. Di questo in sostanza abbiamo parlato con Faustin Akafack, giornalista radiofonico camerunese, che, durante un incontro con la mitica 4g, ci ha posto proprio la domanda che inaugura questo pseudoarticolo.
L'impressione è stata certamente positiva, durante l'incontro sono uscite opinioni interessanti; comunque, fortunatamente, tutte tolleranti. Si è parlato inoltre dei problemi economici dell'Africa, del perchè la sua economia non riesca a decollare, del debito, dello strapotere delle multinazionali euro-americane; della multietnicità del continente, dei conflitti razziali all'interno di uno stato e tra popoli pressochè identici... Una realtà certo problematica, non meno di quella europea, ma spesso sottovalutata e ignorata. Un incontro utile, dunque, per comprendere meglio una situazione così lontana ma allo stesso tempo così vicina a noi.

La 4g



Nell'ambito del progetto UNESCO la 4G ha avuto il piacere di conoscere il radiogiornalista camerunense Faustin Akafack.
Durante l'incontro si è parlato sostanzialmente della diversità in generale. Data la provenienza dell'interlocutore e l'ambito dell'incontro il discorso si è incentrato sui rapporti tra popoli differenti.
Faustin ci ha invitato a esporre le nostre definizioni di diversità: alcuni hanno parlato della differenza tra culture, altri degli usi e costumi, altri ancora dell'inesistenza di differenze tra popoli.
Poi la discussione si è spostata sulle difficili condizioni economiche del continente africano, dello sfruttamento da parte degli europei e delle multinazionali statunitensi; infine dei conflitti etnico-religiosi tra tribù appartenenti ad una stessa nazione.
Da ciò emerge un quadro che, sebbene incompleto, ci aiuta a comprendere meglio la situazione africana complessiva. Comunque il nostro percorso non è concluso: ci aspettano (speriamo) altri incontri con Faustin, durante i quali ci esporrà più nel dettaglio la situazione del suo paese natale.

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